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antonellovargiu correre rende sani e felici...
Roma, 11-12-13 giugno 2010. Campionati Italiani Master su pista. La mia gara, di Antonello Vargiu.
post pubblicato in Resoconto gare 2010., il 20 giugno 2010

 


 
 E’ stata una manifestazione organizzata piuttosto bene dalla società C.U.S. Romatletica che ha sfruttato a dovere alcuni “plus” logistici che magari altre società si sognano. Innanzitutto va considerato il periodo strategico nella quale sono state organizzate le gare. Proprio il 10 giugno nello Stadio Olimpico c’è stata la manifestazione del Golden Gala che è considerata sicuramente la più importante gara a livello nazionale con la partecipazione di atleti tra i più forti al mondo. Grande prova nel meeting del giamaicano Asafa Powell che nei 100 mt. ha stabilito il miglior tempo stagionale con 9”82 così come ottime prove sono state quelle dei due statunitensi Walter Dix (19”86 nei 200 mt.) e Jeremy Wariner (44”73 nei 400 mt.) mentre tra le donne ottime prestazioni della statunitense Lashinda Demus (52”82 nei 400 ost.) e della croata Blanka Vlasic (2.03 mt. nel salto in alto). Nei tre giorni in cui si svolgevano i Campionati Master, proprio a due passi dallo Stadio, è stato organizzato il Festival del Fitness dove tutte le novità mondiali sul tema sono state presentate senza alcun risparmio. Quale migliore occasione per gli atleti master dato che per loro con la sola iscrizione alle gare era previsto l’ingresso gratuito sia per il meeting che per il festival!?. La stessa nostra gara essendo organizzata proprio nella pista dell’Olimpico ha assunto un tono più spettacolare proprio per la grandiosità della struttura. Il giorno 10 mi trovavo sugli spalti con i miei due compagni di viaggio, Mauro Desogus (Amsicora Cagliari) e Claudio Gallo (Futura Cagliari), ad ammirare fior fiore di atleti visti più volte in televisione mentre poi, sulla stessa pista, sarebbe toccato a noi dare il massimo per un titolo italiano. Sono sensazioni particolari che difficilmente si dimenticano per cui  mi piacerebbe rimarcarne alcune fasi salienti. Il giorno più importante è quello dei 1500 mt. dove un po’ tutto viene vissuto in funzione della gara. Questa gara era in programma alle 12,20 di domenica 13 giugno. Verso le 9,30, mentre sistemavo lo zaino da portare al campo, mi arriva un messaggio da parte di Claudio, già presente nello stadio per affrontare i 200 mt., che mi comunica come la gara è stata spostata alle ore 14. Il nostro B & B si trova a poco più di 1,5 km. dall’Olimpico vicino all’Auditorium proprio nelle case del Villaggio Olimpico. Decidiamo così con Mauro di uscire intorno alle 11,00 dato che per il tragitto occorrono almeno 20 minuti di camminata. Il sole è veramente forte a quell’ora, ma per fortuna ormai abbiamo studiato un tragitto alberato con presenza di fontanelle che ci consente di reidratarci costantemente. Il passaggio sul ponte Milvio, per attraversare il Tevere, è un segnale che ci indica come lo Stadio dei Marmi ormai si trova a circa 600 mt. Il punto d’appoggio della segreteria Fidal si trova proprio in questo stadio per cui vado a sincerarmi degli orari modificati. Un salto veloce sugli spalti dell’Olimpico per vedere Claudio affrontare la sua gara per poi concentrarmi scrupolosamente sulla gara. Il riscaldamento è previsto si faccia dentro lo Stadio dei Marmi ma la temperatura cocente spinge un po’ tutti gli atleti a ricercare una zona d’ombra negli spazi antistanti gli spalti dello Stadio Olimpico. Circa venti minuti prima della gara ci indirizziamo un po’ tutti verso lo Stadio dei Marmi per poi imboccare il tunnel di circa 250 mt. che ci collega all’Olimpico. Dopo aver percorso il tunnel si arriva ad una ventina di metri dalla pista dell’Olimpico ma ancora non si può accedere. Lì si fa la prima spunta degli atleti e, dato i ritardi, si attende nel fresco e buio tunnel una decina di minuti per una seconda chiamata del giudice. L’ingresso sulla pista dello stadio ci consente di poter vedere dal basso la grandiosità degli spalti capaci di contenere più di 80.000 spettatori. Ci portiamo, scortati da un giudice, verso la zona di partenza dei 1500 mt. Occorre attendere almeno una quindicina di minuti per consentire alle categorie superiore alle nostre di concludere i loro 1500 mt. Gli stessi atleti M50 che dovranno fare il 1500, essendo una trentina, sono stati divisi in due serie, dove, nella prima vi partecipano tutti quelli senza accredito mentre sia io che Giancarlo Mereu (Atl. Selargius) siamo inseriti nella seconda.  C’è tutto il tempo per sistemare le scarpette chiodate e fare piccoli allunghi di prova più che altro per scaricare la tensione. Il capellino acquistato nello stand del Golden Gala mi protegge da un sole fortissimo, ci saranno non meno di 30°. Sono le 14 ed il sole entra perpendicolare sulla pista dell’Olimpico rendendo inutili le ampie coperture dello stadio. Sono  minuti che diventano interminabili. Per fortuna un rubinetto sul fianco della pista ci permette di bagnarci costantemente. Finalmente ci chiamano per la partenza. Qualche minuto per sistemarci uno per uno dietro chiamata del giudice, sulla linea di partenza, e, finalmente arriva lo sparo del via. La gara inizia con tutti gli atleti raccolti in pochissimi metri per guadagnare una posizione strategica. Siamo un po’ tutti a stretto contatto con il rischio di toccarci. Infatti proprio mezzo metro davanti a me, dopo neanche 100 mt., c’è un contatto tra Giancarlo ed un altro atleta che si allarga verso di me. Istintivamente lo scanso evitando soprattutto di danneggiarlo con le chiodate e decido così di allargarmi quasi in seconda corsia in attesa che la fila si sfilacci un po’. Al passaggio nei 300 mt. ci troviamo ancora molto vicini tra noi e ciò è sintomo che nessuno vuole spingere forte preferendo così una gara tattica. Il passaggio in 56” ai 300 mi fa capire che non si sta’ correndo per il tempo ma per la posizione. Dopo i 300 mt. Giancarlo decide di passare a condurre dando un po’ più di ritmo. Il primo dei tre 400 mt. lo passo in 1:14. e mi trovo a circa 5 mt. dai primi. Nel secondo e penultimo giro da 400 mt. gli atleti più forti iniziano a spingere e vedo che superano Giancarlo in leggera difficoltà. Io giro intorno a 1:15. perdendo terreno rispetto ai primi. Sicuramente i più forti si vogliono trovare in buona posizione prima di affrontare l’ultimo 400 mt. Al passaggio per l’ultimo giro mi trovo intorno al decimo posto (su 15 atleti) ma so bene di poter sfruttare gli ultimi 300 mt. dove in genere riesco a distendermi bene. A 250 mt. dall’arrivo due atleti mi precedono di almeno 4 metri ma nel giro di neanche 100 mt. riesco ad affiancarli. Siamo in piena curva prima di affrontare il rettilineo finale. Decido di spingere per la volata finale e supero i due atleti con buona facilità cercando di tirare sino all’arrivo. Chiudo l’ultimo giro in 1:11. portandomi all’ottavo posto con il tempo di 4:36.33. Tutto sommato posso ritenermi soddisfatto. Questo l’arrivo del 1500 mt. Cat. MM. 50 con i relativi tempi dei primi 10 atleti. 1° Bertazzoli Paolo  (1959, U.S. Quercia Trentingrana) in 4:27.57; 2° Maffei Franco (’58, Olimpia Amatori Rimini) in 4:28.56; 3° Andreoli Vincenzo (’57, Atl. San Marco Venezia) in 4:28.95; 4° Ferrari Luigi (’59, Olimpia Amatori Rimini) in 4:29.16; 5° Severini Elio (’60, S.E.F. Macerata) in 4:31.82; 6° Mereu Giancarlo (’60, Atl. Selargius) in 4:32.49; 7° Pedrini Daniele (’59, Atl. Insieme New Fodds VR) in 4:35.34; 8° Vargiu Antonello (’58, S.G. Amsicora CA) in 4:36.33; 9° Begliomini Massimiliano (’58, A.S.C.D. Silvano Fedi PT) in 4:37.66; 10° Dina Sergio (’59, A.S. Roma Road R. Club) in 4:38.82.   
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