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CorriNuoro 2009. Nuoro, 16-05-2009. (Appunti di viaggio).

E’ la prima volta che faccio questa gara e, come tutte le prime, rimangono particolarmente impresse. Occasioni valide per scrivere due righe credo che non siano mancate: il viaggio, la moltitudine di atleti in Piazza Italia, i gemelli diversi, il Massimo “stampellato”, il percorso del Corso, il chip e la gara, la pancia da riempire “a tutta birra” ed il rientro.C’è n’e’ per un libro. L’appuntamento per la partenza è alle 15,30. Il tempo per caricare le borse, e via, la macchinetta di Mauro Mura si avvia verso la131 con a bordo me, Stefano Ardau ed Andrea Culeddu. Il viaggio di due ore è sotto un sole fortissimo. Il motivo di discussione più trattato è quello relativo ai recenti atteggiamenti della Fidal nei confronti della categoria dei master. Di questo citerò qualche opinione più avanti dato che anche al rientro si è parlato soprattutto di questo. Al nostro arrivo è presente già una buona parte degli atleti. Sono già un po’ tutti effervescenti forse per l’aria festiva della piazza, o forse, come nel caso nostro, c’è il bisogno di muoversi subito, dopo un lungo viaggio. Ben oltre 300 atleti di cui la maggior parte arriva dalle parti del centro-nord dell’isola. Tante facce sconosciute ma anche tanti amici che da un po’ di tempo non ci si incontrava. Ed eccoli qua, i gemelli diversi. Sempre in prima fila nell’organizzazione della gara. Pierpaolo non è in perfette condizioni fisiche per cui può togliersi lo sfizio di trasformarsi da donna indossando una appariscente parrucca bionda e correre con Luigi Mundula, anche lui per l’occasione con una parrucca scura. Luigi invece è più impegnato nella dura gara e lo si vede dall’attenzione prestata già da prima della gara nelle fasi di riscaldamento. Sul palco si intravede immediatala figura di Massimo Zara. Usa una stampella per via di un intervento fatto al ginocchio. Oggi non sarà nella gara e farà lo speaker della manifestazione. Non conoscendo il percorso mi faccio un giro completo per cercare di interpretare già in anticipo i punti più critici dell’anello. Il giro si presenta piuttosto tranquillo per oltre un chilometro sino alla discesa che precede la via del Corso. Sono poco più di 100 mt. da fare in picchiata per poi affrontare l’angolo quasi a gomito da dove parte il Corso. Da lì inizia una leggera salita ma costante, con lastricati non perfettamente combacianti tra loro da tenere sempre a bada.  La salita del Corso è ben transennata per consentire anche alla popolazione di poter transitare nel lato destro. Numerosi bar sono trafficati a quest’ora per cui ci troveremo a fare tutto il Corso, di corsa, con diverse centinaia di spettatori seduti al tavolino mentre noi a faticare con il cuore quasi al massimo. La salita da metà Corso aumenta di pendenza sino ad arrivare al punto finale dove una curva ad u, a sinistra, ci indirizza nuovamente verso la piazza. Ultimo strappo in salita di appena 80 mt. che ci porta verso un piano di 300 mt. circa, da fare con la massima spinta sino all’arrivo. Sono 2.380 mt. da ripetere 4 volte pari ad un totale di 9.520 mt. Tutti i concorrenti sono in possesso del chip, fattoci pervenire al momento della consegna del numero. La partenza è puntuale alle ore19. Circa 350 atleti prendono parte al via. Io per la verità rimango leggermente invischiato nel gruppo per cui proprio nella fase iniziale perdo qualche contatto con i più forti. Dopo circa 500 mt. mi trovo a fianco con Luigi Stefanopoli e decido di rifiatare un po’ andando alla sua stessa velocità .Nella salita del Corso inizio leggermente a forzare per cui recupero un bel po’ di posizioni. Dopo il primo giro, seppur ancora in ritardo rispetto ai rivali di categoria, cerco di spingere sul falsopiano e poco dopo vedo che, Giovanni Desotgiu, accreditato per il primo posto di categoria, si ferma per problemi muscolari. A questo punto rimane davanti, della mia categoria, il solo Vittorio Azzena (M50, Tempio), mentre Gianni Carta (M50, Serramanna) si trova a pochi metri, dietro di me. Già verso il secondo giro mi trovo in compagnia dei due atleti con la quale ho fatto il viaggio. Andrea Culeddu (TM, Runners CA) e Stefano Ardau (M40, Amsicora CA) saranno praticamente sempre al mio fianco per tutti i quattro giri e ci separeranno alla fine solo una manciata di secondi. Al terzo giro, proprio come inizia la salita del Corso, riesco a passare Azzena che appare non in perfette condizioni, mentre Carta mi tallona sempre più da vicino. In questo momento sono il primo di categoria. Già prima di iniziare il quarto giro svaniscono i sogni di gloria. Gianni Carta mi supera irreparabilmente e guadagna diverse decine di metri rifilandomi alla fine 14” di vantaggio. Arriverò 17° assoluto e 2° di categoria con un tempo di 34’40” ad una media di 3’38” a km. All’arrivo, come al solito, mi congratulo con chi miha battuto e scambio qualche battuta con Gianni Carta che mi confida in che modo ha condotto la sua gara. Nel frattempo arrivano tanti amici, fra cui Luigi Mascia che, ancora con il fiatone, mi chiede in quanto ho chiuso la gara per fare la differenza con il suo tempo. Ahimè, si sta’avvicinando sempre di più (solo 45”).  La gara è stata vinta da Alessandro Sale (Senior, Civitas Olbia) in 31’19” con 38” sul secondo arrivato, che è Stefano Demurtas (Prom., Cann. Jerzu). Al terzo posto Stefano Pintore (Senior, Sporting Sie) col tempo di 32’18” mentre Luigi Leotta (M35, S.Sperate) arriva 4° in 32’35”. In sequenza sino al 20° questi gli arrivi: 5° Salvatore Orgiana (Senior, Atl. Goceano) 32’40”; 6° Antonello Sinopoli (M45, Pod. Amat. Olbia) 32’47”; 7° Ivan Pulina (M40, Atl. Ploaghe) 33’14”; 8° Filippo Salaris (M35, Pod. Amat. Olbia) 33’25” ; 9° Fabio Podda (Senior, Atl. Goceano) 33’58”; 10° Roberto Enas (M40, S.Sperate) 34’00”; 11° Antonio Foddi (M40, Cann. Jerzu) 34'16"; 12° Serafino Licheri (M45, Atl. San. Sperate) 34'21"; 13° Gianni Carta (M50, Atl. Serramanna) 34'26"; 14° Pierpaolo Salis (M45, S. Giovanni SS.) 34'30"; 15° Andrea Culeddu (TM, Runners CA) 34'34"; 16° Stefano Ardau (M40, Amsicora CA) 34'36"; 17° Antonello Vargiu (M50, Futura CA) 34'40"; 18° Angelo Di Simone (M40, Guilcer Ghilarza) 34'50"; 19° Giampietro Dessì (M35, Sporting S.I.E.) 34'53"; 20° Vittorio Azzena (M50, Atl. Tempio) 34'57". Tra le donne, questa la classifica sino al 10° posto: 1° Paola Sogos (Senior, Pod.Amat. Olbia) 58° posto assoluto, in 37’20”; 2° Maria Domenica Manchia (F35, Runners Oschiri) 79° in 38’21”; 3° Caterina Miscali (F45, Guilcer Ghilarza)135° in 41’06”; 4° Valeria Sailis (F35, Runners CA) 143° in 41’32”; 5° Antonella Cau (F35, Atl. Amat. NU) 154° in 42’01”; 6° Maria Pasquale Canu (F50, Alghero Marathon) 42'32"; 7° Ivana Corrias (F35, Libertas Campidano) 42'36"; 8° Simona Solla (F35, Tespiense Quartu) 42'41"; 9° Ilaria Faedda (SF, Atl. Portotorres) 42'50"; 10° Rita Angela Porcu (F40, Guilcer Ghilarza) 43'53".

La fase successiva alla gara è quella del ripristino delle calorie consumate. Credo che in tanti abbiano superato adeguatamente questo gap, sistemando all’interno del proprio corpo quantità di cibo superiori alle proprie riserve. Salami, formaggi, crema piccante, carne arrosto, torte varie ma, soprattutto birra “a nastro”. Sembrava una festa di quelle estive dove per una serata si sta’ tutti in compagnia a ridere e scherzare, dimenticando i problemi di lavoro o altro. Le premiazioni sono piuttosto celeri. Terminata la gara poco prima delle ore 20, tempo 1 ora e già il buon Massimo chiama sul palco i protagonisti di questa festa, sia atleti che collaboratori della manifestazione. Alle ore 22 inizia il viaggio di ritorno dove l’argomento di discussione è lo stesso dell’andata, ossia il rapporto Fidal-master. Credo che l’apporto che stanno dando la categoria dei master in Sardegna, per la buona riuscita delle gare, sia esemplare. Certe affermazioni (riportate sul sito dei Runners CA) da parte dei dirigenti Fidal mi sembrano esagerate. Così come la scarsa informazione dei risultati di certe gare, vedi campionati sardi master, e tante altre gare svolte ultimamente, sono agli occhi di tutti. Un fatto è certo; sta’ maturando nella testa di buona parte degli atleti sardi la coscienza che una situazione come questa non giova a nessuno, soprattutto all’atletica in Sardegna. Visto poi che la categoria dei master rappresenta oltre il 90% degli atleti che partecipano alle gare domenicali, sarebbe sicuramente piacevole che gli stessi atleti si sentissero tutelati e ben voluti dal vertice della Fidal sarda.

 

Pubblicato il 19/5/2009 alle 8.27 nella rubrica Resoconto gare 2009..

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